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Frattura piatto tibiale con affondamento

frattura del piatto tibiale esterno con decalage

In questo capitolo affrontiamo la frattura dell'emipiatto tibiale descrivendo con parole semplici la clinica ,l'evoluzione ed il trattamento per questa frattura.E' una frattura che se non curata bene compromette per sempre l'articolazione del ginocchio  predisponendo un grave quadro artrosico,che in un futuro richiedera' una protesizzazione totale di ginocchio.Sono fratture articolari che mettono in gioco la prognosi funzionale del ginocchio e la cui frequenza è legata agli incidenti del traffico.

1) Clinica.


In occasione di un trauma il cui meccanismo è variabile:
— piede valgo forzato dalla caduta da un veicolo a due ruote;
— trauma diretto sulla faccia esterna del ginocchio. Il malato avverte un forte dolore, ha uno scroscio e non può alzarsi; l'impotenza è completa.
L'esame clinico mostra:
— un ginocchio gonfio, con versamento intraarticolare (emartro);
— talvolta una deviazione dell'asse della gamba;
— la palpazione provoca un dolore su una delle parti laterali dei piatti tibiali;
— esistono spesso dei movimenti di lateralità.
E necessario ricercare:
— una lesione cutanea, erosione o flittene;
— una lesione legamentosa associata;
— un'altra lesione o frattura secondo la natura del trauma.
È indispensabile l'esame radiografico; le radiografie di prospetto e di profilo mostrano più spesso una frattura del piatto tibiale esterno, che si associa generalmente a sfondamento e a distacco, che ledono gravemente la superficie articolare, più raramente una frattura del piatto tibiale interno, perfino una frattura dei due piatti tibiali.
La ricerca dell'affossamento del piatto tibiale è talvolta difficile e richiede una lettura attenta delle radiografie di profilo.

2)Evoluzione.


L'evoluzione favorevole di queste fratture avviene col consolidamento in tre mesi. Una rieducazione attiva muscolare e articolare deve sforzarsi di prevenire e di limitare l'amiotrofia del quadricipite e la rigidità articolare.

Sono possibili complicazioni, generalmente tardive e riguardano soprattutto la funzione articolare: le lesioni cartilaginee, la ricostruzione talvolta imperfetta della superficie articolare espongono ad una artrosi post-traumatica del ginocchio; inoltre la ricostruzione delle ossa deve essere perfetta per evitare gli squilibri statici del ginocchio, fonte di dolore e d'artrosi.

3) Il trattamento delle fratture dei piatti tibiali.


Esso è complesso e ha differenti metodi;
— immobilizzazione gessata semplice in assenza di spostamento rischioso;
— riduzione cruenta con osteosintesi;
— estensione continua con filo intracalcaneare.
Una rieducazione attiva, muscolare e articolare, il più precoce possibile, è indispensabile.


Il paziente dopo l'intervento chirurgico deve necessariamente osservare il periodo di riposo prescritto monitorando attentamente lo stato della circolazione dell'arto inferiore.Per il rallentamento della circolazione ematica il medico generalmente prescrive delle punture sottocutanee che agendo sui fattori della coagulazione rendono il sangue  difficilmente coagulabile, per la prevenzione delle tromboflebiti.

Altri parametri vitali da tenere osservati sono legati alle possibili infezioni quindi la presenza di febbre con brividi va sempre valutata attentamente ed una adeguata profilassi antibiotica viene sempre prescritta.

L'osteosintesi prevede l'uso di viti e placche appositamente modellate il cui scopo e' quello di tirare su l'emipiatto e portarlo possibilmente all'altezza dell'altro.Questo e' molto importante in quando consente una corretta distribuzioine del peso su ambedue i piatti tibiali