Rimozione filo di kirschner alluce valgo e dito martello

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Nella chirurgia del piede trovano riscontro alcuni interventi comuni che mirano a togliere sia i disturbi estetici che funzionali di alcune patologie.Parliamo infatti dell’alluce valgo e delle dita a martello o artiglio.Sono frequentemente interessate le donne

non necessariamente correlate all’utilizzo di scarpe con tacchi alti come spesso si è propensi credere.Esistono infatti fattori predisponenti personali e ereditari che esulano dal mero utilizzo di scarpe non adatte.

La donna che soffre di alluce valgo si rivolge al proprio ortopedico ,sia per un fatto estetico in caso di giovane età,sia e soprattutto perchè la deformità dell’articolazione metatarso-falangea è così importante da scatenare un vivo dolore alla deambulazione.A volte si infiamma la borsa sierosa sulla testa del primo metatarso(capsula articolare) e a volte si va incontro ad un processo artrosico che accentua il fenomeno doloroso.

Nei primi stadi si potrebbe avere un lenimento del dolore allontanando l’alluce dal secondo dito frapponendo un apposito gommino(reperibile nelle farmacie)in silicone con lo scopo di detendere l’articolazione stessa dalla deformità.

 

Il supporto permette di divaricare l’alluce e di riportarlo nella sua posizione originale riducendo così il dolore causato del valgismo dell’alluce.

 Il vantaggio di questo supporto è l’immediato beneficio antidolorifico e la praticità nonchè economicità.Nel caso di un alluce valgo che è già in fase infiammatoria e con processi artrosici in atto,questo supporto non risolve il problema  e  quindi necessiterà di un approccio certamente chirurgico.

In commercio esistono numerose tipologie di divaricatori per alluce valgo ,tutte valide e con i relativi limiti che non prenderemo in considerazione in questo capitolo.

Tralasciando tutta la parte tecnica di come si esegue l’intervento correttivo per l’alluce valgo,analizziamo per un istante un altro problema che spesso si associa al piede femminile.Stiamo parlando delle dita ad artiglio o a martello.

La deformità ,come evidenzia lla foto a lato,è rappresentata dalla forma caratteristica che assume il dito che si ricurva verso il basso e che produce dolore alla deambulazione,nonchè una evidente antiesteticità.

Passiamo alla descrizione semplificata del decorso tipico post operatorio per alluce e dito a martello:

1)Una settimana prima dell’intervento chirurgico si esegue un prericovero per la preparazione di tutti quegli esami necessari ad individuare lo stato di salute della paziente.Se si ha una età inferiore ai 50 anni non si esegue la radiografia del torace,si eseguono gli esami ematici come l’emocromo con formula ,gli elettroliti,il pt e ptt,la cratinina,l’esame delle urine,le sgot e gpt e le gamma gt,l’elettrocardiogramma e la visita con l’anestesista.Quest’ultimo raccoglie l’anamnesi di tutte le patologie della paziente,le terapie che essa assume e valuta il rischio operatorio.L’anestesia generalmente preferita in caso di alluce valgo è la peridurale con leggera sedazione nei casi di paziente troppo ansiosa.

2)Il giorno dell’intervento si sta a digiuno e dopo essere tornati dalla sala operatoria si eseguono le terapie prescritte dall’anestesista comprendenti liquidi di vario tipo ed antidolorifici.Dopo aver urinato spontaneamente e con la ripresa della sensibilità agli arti inferiori le pazienti vengono fatte alzare da letto aiutate dalle infermiere.Questo serve a valutare se la dimissione nella stessa serata è possibile.

3) Dopo aver ricevuto il cartellino di dimissione ospedaliera la paziente può andare a casa.

4)Si indossa una scarpa per alluce valgo chiamata TALUS. La scarpa talus trova il maggior impiego nel post operatorio per intervento di alluce valgoLo scopo della scarpa talus è quello di impedire alle articolazioni metatarsali di piegarsi,come avviene normalmente durante la camminata,preservando l’allineamento dell’alluce che viene mantenuto dall’inserzione del filo di kirschner.

5)Se la medicazione non si è sporcata va comunque cambiata dopo circa sette giorni l’intervento.L’infermiere in ambulatorio fa sdraiare la paziente sul lettino e ,dopo aver tolto la scarpa talus,procede alla rimozione della fasciatura che ha sul piede.Deve portare particolare attenzione all’alluce poichè fuoriesce il filo di kirschner dal dito e non deve rimuoverlo accidentalmente anzitempo.La medicazione della sutura viene eseguita generalmente con iodopovidone.Ovviamente nel caso di doppio intervento con alluce e dito a martello occorre medicare anche il filo di k che fuoriesce dal dito ad artiglio operato.

6)Trascorsi quattordici giorni dall’intervento Si torna in ambulatorio per la seconda medicazione cui seguirà la desutura e la fasciatura successiva del filo di kirschner.Bisogna fasciare bene il piede e proteggere il filo di k con un bel pò di garze.Mettere poche garze favorirebbe la lacerazione della stessa garza e conseguente esposizione del filo.In questa situazione durante la notte il filo potrebbe impigliarsi tra le lenzuola e sfilarsi.

7)Dopo trentacinque giorni dall’intervento si esegue una radiografia del piede che mostra il grado di formazione del callo osseo e il corretto allineamento dell’alluce nel nuovo assetto.Ed eccoci giunti al momento tanto atteso che spesso genera molte paure per il dolore che si potrebbe sentire..La paura della rimozione del filo di k è costante in tutte le pazienti e spesso immotivata.In effetti il filo attraversa l’osso e altre strutture prive di innervazioni suscettibili e poichè  la superficie del filo è molto liscia  si sfila con grande facilità ed in modo totalmente indolore.La paziente viene fatta sdraiare sul lettino,tolta la scarpa e la fasciatura e dopo aver medicato con betadine si utilizza una pinza sterile e si stringe il filo in modo energico con dei movimenti rotatori si esercita una trazione che permetterà la fuoriuscita del filo di kirschner.Lo stesso procedimento si adotterà per la rimozione del filo(che sarà più piccolo)per il dito ad artigli.Dopo la rimozione si ribenda il piede con garze in corrispondenza dei forellini dove prima c’erano i fili di k.A questo punto la paziente torna a casa e abbandona la scarpa talus per indossare una scarpa comune purchè abbia una pianta del piede ben larga per non deviare l’asse dell’alluce appena operato.La riabilitazione non è necessaria il più delle volte anche se in alcuni casi può sorgere la complicazione dell’alluce rigido dove la riabilitazione trova indicazione.Per rimuovere il filo di k dall'alluce non serve l'anestesia perchè non si sente dolore

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