Tossina botulinica nella cura di molte patologie neurologiche

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tossina botulinica o botulinoIMPIEGO DELLA TOSSINA BOTULINICA O BOTULINO

Da quando è cominciato il suo impiego in ambito clinico, l’avanzata della tossina botulinica o botulino, non si è più fermata arrivando oggi a essere identificata da molti come “l’elisir dell’eterna giovinezza”.Ma non è solo questo: di grande rilevanza, ad esempio, in ambito neurologico, la tossina botulinica rappresenta il punto di svolta nel trattamento di molte patologie importanti. Che molte sostanze naturali abbiano trovato impiego nella farmacologia sia come medicinali sia, aumentandone la posologia, come veleni, è ben noto: basti pensare al curaro ampiamente usato (in forma del derivato tubocurarina) per ottenere un effetto rilassante sui muscoli, oppure basti ricordare la belladonna che, attraverso l’atropina, provoca dilatazione delle pupille rendendo ammaliante lo sguardo femminile. La tossina botulinica conosciuta in linguaggio corrente come “botulino”, ha influenzato  la terapia neurologica come nessun’altra sostanza passando da un utilizzo terapeutico a un abuso, come in alcuni casi di medicina cosmetica. La tossina botulinica non è utilizzata solamente per uso estetico, ma anche in altri differenti ambiti terapeutici. Si tratta di una tossina prodotta dal batterio Clostridium: ne esistono ben 7 tipi anche se quelli maggiormente utilizzati sono il tipo A e il tipo B. Questa agisce inibendo il mediatore cerebrale che fa contrarre il muscolo che entra in contatto con la tossina liberata dal nervo responsabile dell’attivazione di quel muscolo. La conduzione degli stimoli nel sistema nervoso è interrotta dalla sostanza velenosa allo stesso modo che un conduttore elettrico fa la ruggine. Da quando è cominciato il suo impiego in ambito clinico, l’avanzata della tossina non si è più fermata nel corso degli anni, tanto da oltrepassare le frontiere arrivando a sfiorare troppo spesso l’abuso. In particolare, l’utilizzo in medicina estetica, che ha come obiettivo il raggiungimento dell’equilibrio tra armonia corporea funzionale e armonia corporea estetico-formale, ha fatto assumere alla tossina una valenza terapeutica attiva anche sull’equilibrio psichico: spianare le rughe del volto avrebbe un significato subconscio di ricerca dell’eterna giovinezza.

AMBITO NEUROLOGICO USO DEL BOTULINO:

Le distonie cioè atteggiamenti forzati e involontari di determinati distretti muscolari (movimenti del capo su retro-collo, antero-collo, latero-collo, torcicollo) sono le patologie maggiormente interessate dall’impiego della tossina botulinica; di uguale importanza sono le problematiche legate a quadri spastici a insorgenza prevalentemente vasculopatica. L’utilizzo della tossina non è raro in specifici quadri di cefalea». Il trattamento consiste nell’ identificazione del muscolo target interessato dalla patologia grazie all’ausilio di un elettromiografo o di tecniche ecografiche e si inietta la tossina tramite speciali aghi. La tecnica è ben tollerata non ha effetti collaterali, tranne una aumentata debolezza del muscolo infiltrato. Le controindicazioni sono scarse tra cui la più importante è il mancato rispetto dell’intervallo tra un trattamento  e l’altro perché, si determina una resistenza alla tossina , vanificando i risultati che non sarebbero terapeutici.Le infiltrazioni si possono ripetere e certamente trattano solo i sintomi senza agire sull’eziologia della malattia. L’effetto si ha dopo qualche giorno dall’infiltrazione e  dura dai novanta giorni ai sei mesi. In rarissimi casi si possono osservare alcuni effetti indesiderati collaterali come la formazione di ematomi intorno alle sedi di infiltrazione che si risolvono spontaneamente col passare di qualche giorno.

QUALI SONO GLI ALTRI IMPIEGHI TERAPEUTICI DEL BOTULINO?: 

«Il primo utilizzo del botulino in ambito medico è stato negli anni ’80, in oculistica, per correggere temporaneamente lo strabismo nei bambini, sfruttando le proprietà “paralizzanti” che la sostanza esercitava a carico dei muscoli dell’occhio. Negli anni successivi fino ai giorni nostri, l’impiego della tossina è andato sempre più estendendosi spaziando in vari campi terapeutici e per diverse patologie: come in neurologia, per le già citate distonie (difficoltà motorie dovuta a una contrazione eccessiva o anomala della muscolatura,  e spasticità (es. torcicollo spastico), per il blefarospasmo (movimenti involontari delle palpebre), per i tic, per le ipercinesie, per alcuni tipi di crampi e per l’emispasmo facciale (contrazione muscolare involontaria e intermittente dei muscoli del viso); anche in dermatologia viene utilizzata, ad esempio, per trattare le rughe o l’ipersudorazione. Il suo impiego in gastroenterologia è noto nel trattamento delle acalasie esofagee (restringimento ipertonico dell’esofago), in ginecologia per il trattamento del vaginismo o in urologia per controllare efficacemente i disturbi dovuti a determinati problemi vescicali o nel trattare le ragadi anali. Ma non solo. Ultimamente, sono emersi dati importanti che mostrano quanto la tossina possa essere utilmente impiegata nel trattamento dell’emicrania cronica resistente».

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